Le Leggende sul Molise: Dalle Janare, le streghe che rapiscono i bambini ... al Re Bove, che stringe un patto col Diavolo sino alla Mal'umbra, il folletto che soffoca i dormienti. Scopriamo insieme le leggende e il folklore del Molise

Le Leggende sul Molise: Dalle Janare, le streghe che rapiscono i bambini ... al Re Bove, che stringe un patto col Diavolo sino alla Mal'umbra, il folletto che soffoca i dormienti. Scopriamo insieme le leggende e il folklore del Molise

Scritto il 31/10/2019
da Niro Pino

È un caso davvero singolare, quello del Molise … Appena 4.400 chilometri quadrati di estensione per circa 310.000 abitanti. Montagne e colline in percentuali quasi identiche, ma anche la costa dei Delfini, bagnata dall'Adriatico. Un microcosmo, quasi una sorta di oasi a sé stante. Una delle regioni più piccole d'Italia, certo, ma anche quella più giovane. Il Molise ha infatti acquisito una sua autonomia nel 1963, distaccandosi dall'attuale Abruzzo. Ciò la dice lunga su questa piccola terra forte, sulla determinazione, la tenacia dei suoi abitanti, discendenti dei Sanniti, uno dei popoli più antichi a essersi stabiliti nella penisola.

Non deve sorprendere quindi se il Molise costituisce una sorta di crocevia di tradizioni diverse: pur mantenendo una sua identità infatti ha subito influenze delle vicine Campania, Puglia e Abruzzo, influenze che si ripercuotono sui racconti popolari che ancora oggi vengono narrate ai più piccoli. Uno di questi è la leggenda delle janare, originatosi nella vicina a Benevento ma persistente nella zona dell'alto Molise, come Roccasicura o Forlì del Sannio. Si dice che le janare siano creature nate nel giorno di Natale, metà donne e metà serpente, condannate dal diavolo a commettere atti nefasti. Non è raro ad esempio che rapiscano i bambini dai loro letti, oppure che si aggirino per seminare distruzione. Le janare sono in grado di mutare la loro forma per ingannare gli esseri umani. Si palesano spesso come anziane, che di giorno conducono una vita normale, mentre di notte escono per riunirsi. Ma possono anche assumere le sembianze di fanciulle bellissime, o addirittura di gatti neri. La leggenda vuole che le janare siano causa di discordia familiare, che portino morti in casa, o che condannino intere generazioni a maledizioni crudeli. Mai mettersi contro una di loro: le conseguenze potrebbero essere letali… Se di notte sentiste un canto fuori dalla vostra finestra, beh, quella potrebbe essere proprio una janara … e quel canto sarebbe segno di morte imminente. È possibile tuttavia a contrastare il loro potere: lo si può fare tenendole alla larga, ad esempio posizionando una scopa fuori dalla porta, così da condannare le creature a contarne le setole per tutta la notte; oppure appendendo dei ferri di cavallo alle inferriate; o ancora realizzando dei veri e propri amuleti, composti da un panno contenente sale e spighe di grano.

Le janare sono figlie del diavolo. E se le vie del Signore sono infinite, beh, anche quelle del maligno lo sono … Esiste ad esempio la leggenda del Re Bovesi dice che un tempo regnasse sulle zone dell'attuale provincia di Campobasso, e che il suo desiderio più grande fosse quello di sposare la sorella. Per realizzarlo si rivolse addirittura al papa in persona, il quale acconsentì all'unione solo a patto che il re riuscisse ad edificare nei suoi possedimenti cento chiese in una sola notte. La prova era ardua, per non dire impossibile … Il Re Bove allora si rivolse direttamente a Satana, e i due strinsero un patto: la costruzione delle chiese in cambio dell'anima del re. Durante la notte stabilita, così, il sovrano e il demonio lavorarono incessantemente per edificare i santuari: il diavolo faceva ruzzolare dei massi giù da un monte e il re li accatastava per creare degli edifici. Giunse l'alba, e 99 delle chiese erano state costruite. Re Bove, stremato, stava terminando la centesima … quand'ecco che venne colto dal rimorso: si rivolse quindi direttamente a Dio, chiedendo perdono per quel patto così avventato. Secondo la leggenda Satana si adirò al punto da trasformare il sovrano in una creatura mostruosa, simile a un minotauro: metà uomo e metà toro. Non solo il re non riuscì a coronare il suo sogno, ma passò il resto della sua vita in preda a tormenti atroci. Si dice che quando morì venne sepolto all'interno dell'attuale chiesa di Santa Maria della Strada. Del lavoro alacre di quella notte rimangono ancora oggi sette chiese, tra cui quella di San Leonardo da Campobasso.

Certo, edificare cento chiese in una notte non è un compito semplice … ma parlando di notte è ancora più difficile sfuggire alla presa della Mal'umbra. Si tratta di una leggenda presente in molte varianti anche in altre regioni del mezzogiorno. Secondo le credenze popolari la Mal'umbra è una sorta di folletto o di gnomo, che vive nascosto nelle case, in prossimità di esse. Tendenzialmente è una creatura isolata e pacifica … a meno che non venga infastidita. In tal caso la Mal'umbra attacca la vittima durante la notte … mentre sta dormendo: si posa sul suo petto, bloccando con forza il respiro del dormiente fino alla morte. Non si tratta di una paralisi notturna, no, perché il dormiente è in grado di girarsi o di muoversi ... è in grado di liberarsi dalla Mal'umbra: l'unico modo per farlo è mozzarle le dita! Non deve sorprendere quindi che alcuni anziani tengano ancora un paio di forbici affilate sul comodino, pronte ad usarle in caso di attacco.

Il Molise è una terra ricchissima di racconti simili, ma come in ogni luogo non esistono ancora tantissimi. Se siete molisani raccontate le vostre leggende locali qui sotto nei commenti, e rendete partecipi tutti noi del vostro patrimonio folkloristico. Diffondiamo tutti insieme le tradizioni italiane, perché spesso le suggestioni più spaventose si annidano a casa nostra…